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venerdì 29 giugno 2018

FRANCIS SALINA RACCONTATO DA ALFONSO OLIVER: QUANDO UN TALENTO VIENE RICONOSCIUTO


Sembra impossibile, ma anche oggigiorno, quando la musica, sia in radio, ma soprattutto in tv e nei nuovi media, ha sempre meno spazio e, e nel momento in cui, questa è sempre meno valorizzata perché venduta come mero “prodotto da mercato”, c’è ancora chi, fa il mestiere del musicista o del cantautore non ritenendolo tale, ma soltanto perché la musica è la migliore forma comunicativa con cui esprimersi. Nel mio lavoro di promoter radio, avendo a che fare spesso con artisti emergenti o comunque che si autoproducono, noto quanto la passione, la volontà di mettersi alla prova con la propria arte, senza temere di mettersi in gioco, senza dimostrare a niente e nessuno, senza dover per forza di cose “adeguarsi” alle “esigenze di mercato”, essere nel vero senso del termine “indipendenti”, sia fondamentale in questo ambito e quanto questo possa poi fare la differenza, distinguendo un vero artista. Tra tutti questi, uno in particolare mi ha colpito, e proprio su di lui vorrei soffermarmi ora: Francis Salina, il quale, dopo una fiorente carriere di professore, durante la quale ha pubblicato anche una serie di saggi, non ha smesso di perseguire la sua passione per la musica e, passati i 60 anni, ha deciso che era ora di rimboccarsi di nuovo le maniche e di cominciare a fare quello che da tempo desiderava e che lo avrebbe fatto conoscere al grande pubblico: cantare. Ecco allora che Francis trova l’occasione per mettere in risalto un timbro baritonale pressoché unico, una voce corposa e profonda che, nella reinterpretazione di un classico del repertorio americano, qual è THAT’S AMORE, diventa una hit radiofonica. Un caso sorprendente, che è ha dell’incredibile: una vecchia canzone, quasi sconosciuta in Italia (sebbene parte del testo fosse pure in dialetto napoletano) non soltanto viene inserita in radio, ma continua ad essere trasmessa in rotazione, fino ad entrare in classifica. Ma non è finita qui, come dicevo poc’anzi, gli artisti di cui di solito mi occupo, si autoproducono: Francis entra nella classifica dei brani indipendenti più trasmessi dalle radio italiane, senza alcuna casa discografica alle spalle e per di più, con un pezzo che non ha niente a che fare con l’attuale panorama musicale italiano, neppure quello indipendente. Questa è la prova che chi come Francis Salina ha il talento e chi nutre una passione, coniugando le due cose, può davvero ottenere i risultati che merita; nel momento in cui decide di mettersi in gioco e di accettare una sfida come quella di imporsi un pezzo difficile a cui molti interpreti, avrebbero rinunciato a priori, lì, si riconosce il vero talento ma soprattutto, la volontà di essere se stessi, senza alcun compromesso, senza essere uno fra tanti; perché Salina non è non è una voce, ma è la Voce del momento, la Voce capace di riprendere un vecchio brano, di ridargli vita e calore attraverso una sua personale versione, e di farlo canticchiare anche a tutti quelli ascoltatori che hanno apprezzato e sanno apprezzare di continuo un cantante il quale, oltre che con una voce unica, canta con il cuore.

Alfonso Oliver


mercoledì 27 giugno 2018

MAURO TUMMOLO IN RADIO



Martedì 26 giugno parte il radio date per Mauro Tummolo, artista che, grazie alla sua musica, è riuscito a varcare i confini nazionali, arrivando ad esibirsi in diversi live, non solo in Italia, ma anche all’estero. Oltre a partecipare a diversi festival e programmi radio e tv, persino Rai e Mediast, Muro collabora anche con grandi nomi della musica italiana: Stefano Centomo, Maria Nazionale, Gatto Panceri e Mario Rosini, ma anche con la famosa corista di Lucio Dalla Iskra Menarini e Dodi Battaglia dei Pooh.
Artista di talento e di innata sensibilità, Mauro Tummolo attraverso la musica, riesce a d esprimere quei valori umani che poi sono alla base delle sue canzoni; questo suo nuovo singolo, intitolato “Un’altra storia” ne è un esempio. Il testo si focalizza sul peso dei ricordi,di quando una storia finisce e di come noi, vorremmo sempre tentare di tornare indietro, aggiustando le cose e ripercorre a ritroso il cammino fin qui intrapreso, cercando di cambiare il presente che stiamo vivendo; creiamo in questo modo, proprio “un’altra storia”, un altro senso che esiste solo dentro di noi e che assume il valore a seconda di come noi stessi lo valutiamo, a seconda dell’attaccamento verso questi ricordi. Massimo Tornese è l’autore del brano di cui dal 18 giugno è uscito anche il videoclip ufficiale, visualizzabile sul canale You Tube dell’artista, mentre dal 26 Giungo, “Un’altra storia” sarà presente in un circuito di oltre 200 radio. Stay tuned!!!

Sonia Bellin


lunedì 18 giugno 2018

VINCENZO ROMAGNOLI IN “SENZA DI TE”


Da qualche settimana troviamo in rotazione radiofonica anche il nuovo singolo di Vincenzo Romagnoli, cantautore pugliese, diplomato al Conservatorio U. Giordano di Foggia e che, attualmente, da ormai 4 anni, insegna Educazione musicale e pianoforte al MIUR di Milano. Nel 2017,Dopo la pubblicazione di tre brani per le Edizioni del Rosone (“C'è lei”, “Insieme a te” e “Un nuovo amore”), esce con il suo primo album dal titolo "AMO AMO AMORE": undici tracce scritte composte e arrangiate interamente da lui, tra le quali è presente anche “SENZA DI TE”.
Naturale è l’accostamento alla timbrica di Claudio Baglioni, di cui Vincenzo, nel 2008, ha realizzato la cover della celebre “Questo piccolo grande amore”, inserita poi su compilation per l’etichetta DCA Ma i rimandi alla storia della musica italiana sono di dovere a chi, come Vincenzo Romagnoli fa di questi un tesoro, prendendone ciò che più valorizza la sua impostazione vocale, che è anche quello che meglio contraddistingue il cantautore pugliese. In “SENZA DI TE” le atmosfere anni ’70 di Baglioni, incontrano le più recenti sfumature sonore di Alex Baroni, di cui pure romagnoli riprende quella sottile vena malinconica che, ispessita in Baroni, si assottiglia e acquista un’enfasi maggiore da parte di Vincenzo. Un ’enfasi messa in risalto dagli archi, immancabili in un pezzo dove la ritorsione del ricordo, insegue quella di un rimpianto per ciò che ora sembra irrecuperabile. Ma ciò che più risalta in “SENZA DI TE” è la versatilità della voce di Romagnoli: dalla profondità cavernosa e soffusa della strofa, si inerpica verso le elevate tonalità nell’inciso, con una impostazione vocale così limpida, che sembra che la stessa timbrica di Vincenzo assuma sembianze diverse. Ascoltando “SENZA DI TE”, si ha l’impressione, infatti, che l’artista risponda, alle domande che la sua coscienza gli pone, attraverso un dialogo con se stesso, dove però, il cambio di tonalità, lascia intuire il dubbio di un duetto, come se la personalità vocale di Romagnoli si sdoppiasse: il senso di raccoglimento della strofa di colpo interrotto dalla disinvoltura con cui è reso l’inciso, rendono perfettamente conto di questo stato d’animo confuso che Vincenzo riesce in questo modo ad esprimere. Così, sentiamo i suoi pensieri frapposti allle parole del brano, scaturite dalla sua mente, ma soprattutto da un cuore dove “Un grande amore non può sparire”…l’ascoltatore avverte ogni piega del suo flusso di pensiero, che scava lontano nel tempo, a quando questa storia d’amore ha avuto inizio. Ogni piega ma anche ogni respiro, ogni più lieve sospiro viene emesso attraverso il canto di Vincenzo: la pacatezza con il pezzo si apre, lo struggimento con cui esplode, per poi estinguersi in quell’assolo di chitarra che si aggroviglia tra le corde di un cuore ancora avvinto a quei momenti, a quel sentimento che non si è estinto per nulla. Rimane lì… a soppesare le parole e le emozioni, tramutate in poesia che, appoggiate al pentagramma vocale di Vincenzo Romagnoli, diventano una canzone a più voci.

Sonia Bellin



giovedì 31 maggio 2018

DANILO DI FLORIO: “IL MIGLIORE DEI MONDI POSSIBILI”


E’ uscito da pochi giorni in radio, “Il migliore dei mondi possibili”, il nuovo singolo di Danilo Di Florio, cantautore e musicista abruzzese. Danilo sin da giovanissimo è attratto dalla musica: si avvicina prima alla chitarra, poi al pianoforte e, durante gli anni universitari, inizia a comporre i suoi primi brani.

Il migliore dei mondi possibili” è anche il titolo del nuovo album, il terzo lavoro in studio, registrato, mixato e prodotto tra l’inverno e l’estate del 2017 da Umberto Cinalli.
Il suond che lo contraddistingue, è un misto di pop/rock, per esprimere al meglio la leggerezza e spensieratezza che vuole trasmettere all’ascoltatore e per immergerlo in una tranquillità che sempre meno si riesce a trovare in una quotidianità mossa da ansia e frenesia. A metter spessore ci pensano le parole, filtrate da una precedente riflessione, ma non prive di quell’immediatezza con cui l’ispirazione cattura ogni artista. In questo brano, l’abilità di Danilo, sta proprio nel riuscire ad utilizzare l’ironia per affrontare con positività anche le ingiustizie che la vita porta con sé. Il titolo infatti, “Il migliore dei mondi possibili”, riprende una frase celebre dalla teoria formulata nella Teodicea del filosofo tedesco Leibniz, ma qui l’ approccio finalistico e ottimistico della visione della realtà, viene rivisitato e riportato ai giorni nostri, mediante un linguaggio diretto, semplice, imbastito dell’ironia sarcastica del suo antagonista Voltaire. Danilo forma così un proprio pensiero, mediante una fusione delle due dottrine così discordi e contrastanti: una lotta tra finalismo e illuminismo, tra ottimismo teologico e ragione, la cui soluzione, viene esplicata nel ritornello, racchiusa in queste parole: “il migliore dei mondi possibili siamo noi, abbiamo noi “…non c’è più lotta, bensì una rivelazione! Una rivelazione di semplificazione accompagnata da un’ironia che qui non è distruttiva ma costruttiva, perché Danilo con queste parole ci esorta a credere in noi stessi, ad affacciarci alla finestra della vita, non con rassegnazione ma con consapevolezza: il mondo migliore lo costruivano noi, giorno dopo giorno, siamo noi la soluzione di questo intricata matassa filosofica …ridiamoci su, perchè a volte i troppi dubbi ci lasciano sospesi, ci lasciano inerti, ci frenano, ci impediscono di vedere che, poco più in là, una luce c’è; basta aprire quegli occhi socchiusi che vedono solo la penombra….Qui l’illuminismo del filosofo francese Voltaire rischiara e l’otttimismo di Leibniz ci innalza…ed ecco che i due filosofi si prendono a braccetto per congiungersi in una originale danza tra le parole e note di Danilo Di Florio.
Ecco come la limpidezza della melodia e l’approccio alla scrittura del cantautore abruzzese, si fa spazio nel cantautorato italiano, prendendo ispirazione da artisti come De Andrè, Guccini, Vasco Rossi, Silvestri, Gazzè…..che della musica e della vita ci donano il lato più poetico ed ironico.

Alice Bellin