Da qualche settimana
troviamo in rotazione radiofonica anche il nuovo singolo di Vincenzo
Romagnoli, cantautore pugliese, diplomato al Conservatorio U.
Giordano di Foggia e che, attualmente, da ormai 4 anni, insegna
Educazione musicale e pianoforte al MIUR di Milano. Nel 2017,Dopo la
pubblicazione di tre brani per le Edizioni del Rosone (“C'è
lei”, “Insieme a te” e “Un nuovo amore”), esce con il suo
primo album dal titolo "AMO AMO AMORE": undici
tracce scritte composte e arrangiate interamente da lui, tra le quali
è presente anche “SENZA DI TE”.
Naturale è l’accostamento
alla timbrica di Claudio Baglioni, di cui Vincenzo, nel 2008, ha
realizzato la cover della celebre “Questo piccolo grande amore”,
inserita poi su compilation per l’etichetta DCA Ma i rimandi alla
storia della musica italiana sono di dovere a chi, come Vincenzo
Romagnoli fa di questi un tesoro, prendendone ciò che più valorizza
la sua impostazione vocale, che è anche quello che meglio
contraddistingue il cantautore pugliese. In “SENZA DI TE” le
atmosfere anni ’70 di Baglioni, incontrano le più recenti
sfumature sonore di Alex Baroni, di cui pure romagnoli riprende
quella sottile vena malinconica che, ispessita in Baroni, si
assottiglia e acquista un’enfasi maggiore da parte di Vincenzo. Un
’enfasi messa in risalto dagli archi, immancabili in un pezzo dove
la ritorsione del ricordo, insegue quella di un rimpianto per ciò
che ora sembra irrecuperabile. Ma ciò che più risalta in “SENZA
DI TE” è la versatilità della voce di Romagnoli: dalla profondità
cavernosa e soffusa della strofa, si inerpica verso le elevate
tonalità nell’inciso, con una impostazione vocale così limpida,
che sembra che la stessa timbrica di Vincenzo assuma sembianze
diverse. Ascoltando “SENZA DI TE”, si ha l’impressione,
infatti, che l’artista risponda, alle domande che la sua coscienza
gli pone, attraverso un dialogo con se stesso, dove però, il cambio
di tonalità, lascia intuire il dubbio di un duetto, come se la
personalità vocale di Romagnoli si sdoppiasse: il senso di
raccoglimento della strofa di colpo interrotto dalla disinvoltura con
cui è reso l’inciso, rendono perfettamente conto di questo stato
d’animo confuso che Vincenzo riesce in questo modo ad esprimere.
Così, sentiamo i suoi pensieri frapposti allle parole del brano,
scaturite dalla sua mente, ma soprattutto da un cuore dove “Un
grande amore non può sparire”…l’ascoltatore avverte
ogni piega del suo flusso di pensiero, che scava lontano nel tempo, a
quando questa storia d’amore ha avuto inizio. Ogni piega ma anche
ogni respiro, ogni più lieve sospiro viene emesso attraverso il
canto di Vincenzo: la pacatezza con il pezzo si apre, lo struggimento
con cui esplode, per poi estinguersi in quell’assolo di chitarra
che si aggroviglia tra le corde di un cuore ancora avvinto a quei
momenti, a quel sentimento che non si è estinto per nulla. Rimane
lì… a soppesare le parole e le emozioni, tramutate in poesia che,
appoggiate al pentagramma vocale di Vincenzo Romagnoli, diventano una
canzone a più voci.
Sonia Bellin

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