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lunedì 18 giugno 2018

VINCENZO ROMAGNOLI IN “SENZA DI TE”


Da qualche settimana troviamo in rotazione radiofonica anche il nuovo singolo di Vincenzo Romagnoli, cantautore pugliese, diplomato al Conservatorio U. Giordano di Foggia e che, attualmente, da ormai 4 anni, insegna Educazione musicale e pianoforte al MIUR di Milano. Nel 2017,Dopo la pubblicazione di tre brani per le Edizioni del Rosone (“C'è lei”, “Insieme a te” e “Un nuovo amore”), esce con il suo primo album dal titolo "AMO AMO AMORE": undici tracce scritte composte e arrangiate interamente da lui, tra le quali è presente anche “SENZA DI TE”.
Naturale è l’accostamento alla timbrica di Claudio Baglioni, di cui Vincenzo, nel 2008, ha realizzato la cover della celebre “Questo piccolo grande amore”, inserita poi su compilation per l’etichetta DCA Ma i rimandi alla storia della musica italiana sono di dovere a chi, come Vincenzo Romagnoli fa di questi un tesoro, prendendone ciò che più valorizza la sua impostazione vocale, che è anche quello che meglio contraddistingue il cantautore pugliese. In “SENZA DI TE” le atmosfere anni ’70 di Baglioni, incontrano le più recenti sfumature sonore di Alex Baroni, di cui pure romagnoli riprende quella sottile vena malinconica che, ispessita in Baroni, si assottiglia e acquista un’enfasi maggiore da parte di Vincenzo. Un ’enfasi messa in risalto dagli archi, immancabili in un pezzo dove la ritorsione del ricordo, insegue quella di un rimpianto per ciò che ora sembra irrecuperabile. Ma ciò che più risalta in “SENZA DI TE” è la versatilità della voce di Romagnoli: dalla profondità cavernosa e soffusa della strofa, si inerpica verso le elevate tonalità nell’inciso, con una impostazione vocale così limpida, che sembra che la stessa timbrica di Vincenzo assuma sembianze diverse. Ascoltando “SENZA DI TE”, si ha l’impressione, infatti, che l’artista risponda, alle domande che la sua coscienza gli pone, attraverso un dialogo con se stesso, dove però, il cambio di tonalità, lascia intuire il dubbio di un duetto, come se la personalità vocale di Romagnoli si sdoppiasse: il senso di raccoglimento della strofa di colpo interrotto dalla disinvoltura con cui è reso l’inciso, rendono perfettamente conto di questo stato d’animo confuso che Vincenzo riesce in questo modo ad esprimere. Così, sentiamo i suoi pensieri frapposti allle parole del brano, scaturite dalla sua mente, ma soprattutto da un cuore dove “Un grande amore non può sparire”…l’ascoltatore avverte ogni piega del suo flusso di pensiero, che scava lontano nel tempo, a quando questa storia d’amore ha avuto inizio. Ogni piega ma anche ogni respiro, ogni più lieve sospiro viene emesso attraverso il canto di Vincenzo: la pacatezza con il pezzo si apre, lo struggimento con cui esplode, per poi estinguersi in quell’assolo di chitarra che si aggroviglia tra le corde di un cuore ancora avvinto a quei momenti, a quel sentimento che non si è estinto per nulla. Rimane lì… a soppesare le parole e le emozioni, tramutate in poesia che, appoggiate al pentagramma vocale di Vincenzo Romagnoli, diventano una canzone a più voci.

Sonia Bellin



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